
Noa
“Come può qualcosa che ha portato cosi tanta distruzione e dolore essere così dannatamente bello e misterioso.” — Erin Desault, MagiArcheologo Marino
Frenato dalle poche forze magiche pronte ad intervenire in quel momento un terzo del corpo celeste si conficcò nell’oceano.
Il resto oggi si erge dal livello del mare come una gobba iridescente.
Dalla tremenda forza della collisone naque il cratere che oggi affiora come l’immensa corona dell’Arcipelago Noa.
Anni fa Prometeo-Re cadde dal cielo. La sua sagoma oggi sfida la fisica conosciuta, attraversata da cascate impossibili e da un costante, contagioso senso di pace.
Sull’Arcipelago vivono insieme due popolazioni:
- I Terrestri — sopravvissuti dell’Impatto e loro discendenti, custodi della memoria di tutto ciò che andò perso quel giorno.
- I Riani (Prometeo-Riani) — gli abitanti originari del planetoide, immigrati cosmici dalla biologia non-umana e dalle culture millenarie. Si considerano arrivati per coincidenza, ma nessun Riano lo crede davvero.
La convivenza è precaria ma reale. Si ricorda, si onora, si commemora. L’Arcipelago è impenetrabile a chi viene con cattive intenzioni — una proprietà della magia residua del planetoide che nessun mago è mai riuscito a spiegare.
Da Noa non parte la guerra. Da Noa, ogni tanto, parte qualcosa per certi versi molto più pericoloso: la verità.